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L'onere di indicare tali ragioni, infatti, sorge solo ove il lavoratore ne faccia richiesta.
In tal caso, pena la inefficacia del trasferimento, comunicare i motivi del trasferimento entro 5 giorni successivi dalla richiesta del lavoratore.
Ove il lavoratore non faccia richiesta dei motivi da parte del lavoratore, peraltro, non comporta acquiescenza al trasferimento e pertanto il lavoratore potrā contestare innanzi al Giudice del lavoro la illegittimitā del trasferimento stesso.
Maggiori problematiche vengono generalmente sollevate dall'estinzione del diritto in oggetto.
Infatti, oltre alle tradizionali ipotesi della prescrizione per non uso dell'usufrutto, del totale perimento della cosa e dell'estinzione dovuta a provvedimenti in tal senso adottati dalla Pubblica Amministrazione o dall'autoritā giudiziaria, debbono ricordarsi i modi della consolidazione e della decadenza per abuso.
Trasferimento disposto nell'ambito dello stesso comune
La Corte di Cassazione ha risolto questo problema interpretativo distinguendo due ipotesi, a seconda che il trasferimento sia disposto nell'ambito dello stesso comune, o di comuni diversi.
La Corte rileva che solo in quest'ultimo caso si impone al lavoratore un vero e proprio spostamento territoriale, con conseguenti disagi personali e familiari.
Conseguentemente, la tutela del lavoratore deve essere massima, e la nozione di unitā produttiva deve essere intesa in senso lato, come una qualunque sede aziendale, a prescindere da qualunque requisito dimensionale e di autonomia.
Entrambe le situazioni giuridiche in commento si caratterizzano nel senso che l'usuario e l'habitator possono godere del bene soltanto in modo diretto e per un periodo di tempo limitato, senza trarre da esso i proventi ricavabili cedendolo o dandolo in locazione.