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La consolidazione si verifica ogniqualvolta l'usufrutto e la proprietà si riuniscano, per qualunque motivo (ad esempio per rinuncia dell'usufruttuario) in capo alla stessa persona; la decadenza per abuso, disciplinata dall'art. 1015 c. c., invece, viene integrata tutte le volte in cui l'usufruttuario non rispetti i limiti e non osservi gli obblighi caratteristici della sua posizione.
Requisiti soggettivi e casi di esclusione
La scelta per la tassazione per trasparenza si manifesta mediante apposita opzione, che ha generalmente validità per un triennio.
L'opzione è possibile nei seguenti casi:
società di capitali partecipate esclusivamente da società di capitali, alle condizioni che vedremo (art. 115 TUIR);
srl con un numero limitato di soci persone fisiche (art. 116 TUIR).
Nel primo caso (lettera a) ) si richiede che:
la partecipata sia una società di capitali (Spa, Srl, Coop. e Soc. di mutua assicurazione residenti)
i soci siano tutti appartenenti ai medesimi tipi di società di capitali residenti; se i soci sono società non residenti, è possibile applicare il regime di trasparenza a condizione che risulti non applicabile la ritenuta sui dividendi , o comunque la ritenuta stessa se applicabile sia suscettibile di integrale rimborso (ad esempio, se la società non residente possa applicare il regime della direttiva madre-figlia);
tutti i soci abbiano una partecipazione diretta non inferiore al 10% e non superiore al 50% dei diritti di voto ed una partecipazione agli utili compresa negli stessi limiti.
I requisiti suddetti devono sussistere dall'inizio del periodo d'imposta (della partecipata) per il quale si esercita l'opzione, e devono permanere per il triennio.
Una sentenza piuttosto recente della Corte di Cassazione, la n. 8251 del 6 giugno 2002, ha trattato in maniera approfondita la figura dell'abuso del diritto, ricostruendo i presupposti applicativi dell'art. 833 c. c. Quanto all'elemento oggettivo, per la qualifica dell'atto come emulativo è sufficiente una oggettiva sproporzione tra il pregiudizio altrui e l'utilità del proprietario. Quanto all'elemento soggettivo, si osserva come l'art. 833 c.c., nel suo tenore letterale, non conferisca rilevanza alcuna all'animus nocendi, in quanto lo "scopo" di cui la norma parla indica soltanto la finalità oggettiva dell'atto.
Maggiori problematiche vengono generalmente sollevate dall'estinzione del diritto in oggetto.
Infatti, oltre alle tradizionali ipotesi della prescrizione per non uso dell'usufrutto, del totale perimento della cosa e dell'estinzione dovuta a provvedimenti in tal senso adottati dalla Pubblica Amministrazione o dall'autorità giudiziaria, debbono ricordarsi i modi della consolidazione e della decadenza per abuso.